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Parabordi, Guida All'Acquisto e All'Uso

Parabordi? Fai la scelta giusta!




 

Siamo sinceri, tutti quanti noi saremmo ben felici di arrivare in porto e manovrare la nostra barca con perizia, in maniera fluida, rapida e precisa al centimetro.
Ma questo come si sa, non è sempre possibile, se non quasi mai. Sappiamo che l’acqua è un mezzo cedevole, che non abbiamo ruote incollate all’asfalto e freni a disco. Sappiamo inoltre che in una manovra in porto entrano in gioco molte variabili esterne al nostro controllo.

Queste considerazioni sono sempre state fatte da chi le barche le costruisce e fino a qualche tempo fa, ogni imbarcazione era provvista di un bottazzo in legno nella parte alta della murata che fungeva da protezione per eventuali urti. Nel tempo questa funzione è quasi del tutto scomparsa, per diventare, quando presente, un elemento esclusivamente decorativo.

Nella moderna costruzione infatti viene data precedenza all’abbellimento della giunzione delle due stampate scafo-coperta, con una modanatura di gomma che corre da prua a poppa ma che – ahimè - non ha molta funzionalità in termini di protezione dagli urti.
Si rende quindi necessario per la salvaguardia della nostra barca e di quelle dei nostri vicini, munirsi di parabordi.

 

I parabordi moderni: quali scegliere, quanti ne servono?

I parabordi moderni sono veramente pratici  e leggeri se paragonati a quelli che si costruivano in passato fatti di trecce di manilla e successivamente di nylon, che pesavano un accidenti …
Si tratta, in parole povere, di siluri e/o sfere pneumatiche in materiale plastico (PVC).
Si comprano, si gonfiano, si appendono e voilà …

Ma vediamo in dettaglio ogni passaggio. Intanto di quanti parabordi c’è bisogno in barca e di che tipo?
Ovviamente dipende dalla lunghezza della barca e di conseguenza dall’altezza della murata.
Diciamo in linea di massima che su barche sino a 8 metri sono sufficienti 3 parabordi cilindrici per lato, quindi 6.
Oltre tale misura non meno di 4/5 per lato oltre ad una coppia di parabordi a sfera.
Per la loro sezione sarebbe inutile consigliarla qui in quanto è strettamente legata alla forma della fiancata, all’altezza del bordo libero ecc… fatevi consigliare dal negoziante.



La mia esperienza ultima come responsabile di due imbarcazioni è la seguente:

  • Motoscafo d’epoca di 7,50 metri, murata dritta, avevamo 3 parabordi cilindrici per lato.
  • Sull’altra barca di 14,50 metri sempre a motore, ne usavamo 4 per lato più una sfera al mascone. Quindi 10 in tutto.
  • Per la barche a vela il discorso cambia un po’ in quanto la murata difficilmente è verticale. Direi che potete copiare dai vostri vicini di banchina, quelli che navigano per davvero.

Utilizzo del parabordo

Il parabordo si gonfia in genere con un compressore e con pressione a 0.15/0.20 bar, quindi poca, visto il loro spessore.
Alcuni parabordi di ultima generazione sono sgonfiabili e quindi occupano poco posto una volta ritirati ma nella stragrande maggioranza vi troverete a manovrare con parabordi pneumatici sì ma non sgonfiabili e quindi avrete da trovargli un gavone dove riporli.

Normalmente su barche di dimensioni adeguate esiste una rastrelliera dove riporli, fissata alle due murate interne di prua, diversamente dovrete, come tutti, infilarli in qualche gavone. Consiglio di non metterli tutti assieme per motivi di praticità e di velocità di posizionamento successivo. Consiglio ancora di riporli con cima verso l’alto, facilmente impugnabile, inoltre, visto che quelli cilindrici hanno entrambe le estremità coi fori per il fissaggio, fissateli con la valvola in basso, non si sa mai. In genere non scoppiano ma se capitasse, la valvola è una pallottola.

Per ogni parabordo servirà uno stroppo di cima (da 8/10 in genere) di un paio di metri. Dovrebbe essere sufficientemente lunga per poterlo manovrare dalla murata al pelo dell’acqua.

Una gassa sull’estremità e un parlato sulla draglia (non filiera …) o sul candeliere o sulla galloccia. Potrebbe essere anche utile imparare a fare il parlato ganciato (come quello che facevano i cow boy davanti al saloon) per poterlo mollare in un secondo.
L’altezza giusta non esiste a priori per il semplice fatto che anche se voi lo posizionate al centro della murata, non appena rientrate all’ormeggio, vi troverete un vicino magari con una murata altissima, o viceversa molto bassa sull’acqua e dovrete regolarli di nuovo. La regola è quella di posizionarli in modo da tenere il centro del parabordo in corrispondenza del punto di contatto con il nostro vicino o con la banchina.

Proprio per questo motivo, imparare a fare e disfare velocemente il nodo parlato è necessario. Normalmente i parabordi si installano non appena rientrati in porto, quindi PRIMA di essere pronti alla manovra di attracco. Poi, una volta vista la situazione vanno regolati definitivamente.
Non tutte le barche intorno a noi sono nuove, linde e pulite, inoltre i parabordi dei pontili, i copertoni appesi alla banchina, i moli dei rifornitori di carburante, sono in genere molto sporchi ragione per cui saremo costretti a ripulire periodicamente i nostri parabordi. Esistono i prodotti adatti. Un rimedio adottato da quasi tutti invece, è quello di coprirli con una calza elastica apposita da lavarsi magari in lavatrice. La calza, oltre a dare un aspetto elegante alla nostra barca (possiamo personalizzarla) garantirà lunga vita al parabordo rendendolo molto longevo.

Esistono in commercio altre protezioni per la nostra barca, come per esempio i parabordi a cuscino in schiuma poliuretanica, leggerissimi e usabili anche come seduta. Io non li consiglio se non per barche a vela da regata, dove ogni chilo è importante, infatti volano spesso in mare e non offrono pari resistenza all’abrasione o alla pressione.

Marco Scanu, diplomato al nautico, conduttore imbarcazioni, si occupa di comunicazione soprattutto in campo nautico.



  • Pubblicato il
  • 21/04/2021

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