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L'Elica di Prua

 

Abbiamo tutti bisogno di un amico che ci tira fuori dai guai.

Onestamente a chi non piacerebbe? Magari, quando usciamo in barca sarebbe fantastico avere un amico con un piccolo gommone che ci assiste durante le manovre, non pensate? Be', senza scomodare gli ormeggiatori dei marina, oggi è possibile avere a bordo un’assistenza valida per i nostri ormeggi. Perché se è vero che in presenza di spazi abbondanti e assenza di vento possiamo fare e rifare le manovre sino ad azzeccare quella perfetta, così non è nella maggioranza dei casi. Infatti oggi i porti sono superaffollati, ci sono le ore di punta per uscire e rientrare e quindi gli ormeggiatori sono sempre impegnati e spesso dietro a noi c’è un’altra barca che deve ormeggiare. Insomma bisogna fare tutto in fretta e bene.

L’amico in questione è l’elica di prua. In inglese si chiama bow thruster ed è un ausilio all’ormeggio tra i più utili recentemente applicato a tutte le barche dai 9/10 metri in su.
Per barche più piccole è possibile ancora tonneggiarsi a mano e aiutandosi usando il mezzo marinaio. Purtroppo con l’aumentare della dimensione e quindi del peso, queste manovre non sono più possibili, soprattutto da soli e in presenza di vento fastidioso.

L’elica di prua ci permette di fare accostare l’estremità anteriore della barca semplicemente con l’ausilio di un joy stick, senza abbandonare i comandi della consolle. Come risaputo, la prua che è la parte più lontana dagli organi di governo (motori e timone) è la più soggetta a “scadere”, spostarsi quindi dalla posizione nella quale l’abbiamo messa. Ecco quindi che poterla manovrare con un semplice click, ci farà ormeggiare senza troppe ansie.

L’elica di prua  nasce come ausilio alla manovra per le navi commerciali che ne montano batterie di 6/8 ingabbiate all’interno del bulbo di prua. Col tempo, vista l’efficacia e la semplicità d’uso, si è passati ad un’ applicazione anche per il diporto. All’inizio solo su navette e mega yacht e, col passare degli anni se ne sono ridotte peso e dimensioni fino a renderle adatte a piccole imbarcazioni. Per la gioia del diportista della domenica.

 

Il mercato oggi vende barche già munite di elica di prua. Ma che fare se noi abbiamo una barca che non ne è fornita? Il post-vendita ha pensato anche a questo. Oggi in commercio esistono  diversi modelli che si montano con una semplice operazione da fare in cantiere (evitate il fai da te. Molto pericoloso, potreste affondare).

In pratica si fora trasversalmente lo scafo, sotto la prua, e si applica un tubo che colleghi le facce della carena. All’interno del tubo viene inserita l’elica (singola o doppia) e il motore viene montato in sentina esattamente sopra il tubo realizzato. Al peso del motore va sommato quello della batteria. Vale la regola che l’elica di prua è più efficace tanto più a prua (più leva) è montata e tanto più in profondità lavora. È ovvio che entrambe queste regole hanno il loro effetto collaterale e quindi il cantiere troverà il giusto compromesso.
Infatti se il montaggio avviene poco in profondità, durante la manovra l’elica risulterà appena sotto il pelo dell’acqua con conseguenze dannose per l’impianto:

1- Entra aria durante la rotazione
2- La barca non manovra
3- L’elica entra in cavitazione e non tira (o non spinge)
4- L’elica senza pressione dell’acqua ruoterà troppo veloce e farà uscire di giri il motore.
5- L’elica si rovinerà irrimediabilmente trascinando acqua e aria (strano ma vero, si brucia)
6- Il motore sarà da buttare anch’esso.   

 

I modelli in commercio hanno un’ampia gamma di adattabilità e variano da potenze minime di 3 kw per barche di 10/11 metri fino ai 10/15 kw per barche fino a 18/20 metri. Oltre queste dimensioni è consigliabile un’elica di prua a scomparsa. Il tunnel non rimane aperto se non in caso di manovra. Un po’ come i carrelli degli aerei. Si apre l’alloggiamento, esce il carrello e poi al decollo si richiude. Allo stesso modo, l’elica a scomparsa, scompare, appunto, e la carena rimane intatta e mantiene tutte le sue peculiarità.

Quale scegliere? Fatevi guidare da un esperto anche in fase di acquisto. Una consulenza tecnica qualificata vi metterà al riparo da acquisti errati.

 

Marco Scanu, diplomato al nautico, conduttore imbarcazioni, si occupa di comunicazione soprattutto in campo nautico.



  • Pubblicato il
  • 25/11/2020

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