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Le Coperture per Barca e Gommoni

Ci hanno sempre fatto credere alla vetroresina come ad un materiale eterno ed esente da manutenzione, oppure abbiamo pensato che alluminio, acciai, legno di teck ecc … fossero materiali inattaccabili da tutto. Invece, diventando mano mano più esperti, abbiamo capito che non è così. Il legno invecchia e ingrigisce prima di marcire, gli acciai inox se non sono lucidati e protetti continuamente creano ossido e poi talvolta anche  ruggine (poca), l’alluminio si sfarina negli anni soprattutto a contatto con altri metalli (vedi l’inox col quale lo accoppiano sempre) e anche la nostra bella vetroresina invecchia, avoglia se invecchia.

Lasciando ad altri articoli l’approfondimento di ogni materiale, qui volevo solo ricordare che il nemico numero uno della vetroresina (dopo l’umidità imprigionata che causa osmosi) è il sole.

Il sole, soprattutto quello estivo è una fornace di raggi ultravioletti che sono dannosissimi per la pelle ma lo sono anche per tutti i materiali di sintesi. I raggi UV infatti cristallizzano il poliestere e lo rendono col tempo farinoso e fragile non più in grado di tenere legate le fibre di vetro. (ma anche le vele e tutte le scotte e le cime sono di poliestere)  Nelle costruzioni moderne, la struttura in fibra di vetro e resina poliestere è ricoperta da uno strato abbastanza spesso di gel coat. Questo tipo di copertura è in genere bianca sia per motivi economici che di freschezza della barca. Ma, per poter legare con gli strati sottostanti anche il gel coat è a base poliestere. Infatti ogni due anni oppure ogni stagione, dipende da quanto sole prende e da come era cerata prima, bisogna lucidare tutta la coperta. Quindi pasta abrasiva (tipo quella da carrozziere) e poi cera. A livello microscopico l’operazione rimuove lo strato opaco del gel coat e ne lucida quello integro sottostante … fino alla prossima lucidatura … e prima o poi lo strato si assottiglia così tanto che negli angoli (complici anche operai distratti) cominceremo a vedere il giallognolo della stratificazione sottostante.   E allora come facciamo a proteggere la barca?

La barca va coperta. Va messa all’ombra, se poi è di legno verniciato a coppale (vernici trasparenti da applicare a 8/15 mani) allora l’ombra è un obbligo.
Per questo nascono tendalini, cagnari, ombreggi vari da pozzetto. Per le barche di piccole dimensioni invece torna utilissimo un telone che copre tutto.

Infatti se avete un gommone per esempio, tornando al discorso dell’aggressività dei raggi UV, se non lo proteggiamo prima con apposite cere e poi col telo, il sole renderà opaco il tubolare e una volta opaco sarà facilmente e irrimediabilmente sporcabile. Dopo un paio di anni lo troverete brutto e invecchiato.

In commercio esistono diversi tipi di teli copri barca già pronti, con misure e forme pronte ad  adattarsi ad ogni modello per via della coulisse con elastico.
I migliori sono quelli in PVC spalmato o in poliestere trattato anti UV

In entrambi i casi parliamo di buoni prodotti. Non dimenticatevi di scegliere un telo che consenta anche un’aereazione della barca una volta coperta. Anche le muffe sono in agguato in ambiente umido e caldo.

Oltre alla protezione dal sole, il telo riparerà la vostra barca dalle deiezioni dei gabbiani. Questi simpatici uccelli infatti amano appollaiarsi sui pontili e sulle barche dove pare che si trovino benissimo e lì rimangono finchè la barca rimane ferma. Immaginate cosa potreste trovare dopo qualche settimana di fermo. Il guano ha un forte potere corrosivo (rovina le carrozzerie delle auto)

“Il guano (dallo spagnolo huano, a sua volta dal quechua wanu) è costituito dagli escrementi degli uccelli marini e dei pipistrelli. Se ne trovano in grande quantità su alcune isole e coste sudamericane, in particolare del Cile e del Perù. Il guano è noto per essere un potente concime organico: esso è composto da ossalato e urato d'ammoniofosfati, nonché alcuni sali minerali e impurità. Il guano contiene anche un'alta concentrazione di nitrati.” Cit. Wikipedia
È quindi altamente corrosivo anche su superfici protette e cerate, figuriamoci su barche poco protette. Le macchie che lascia possono essere perenni. Meglio prevenire.

Ma non si sporca anche il telo che copre la barca? Certo in parte sì ma va ricordato che se la barca è ben coperta, gli uccelli non troveranno né angoli né nicchie dove appoggiarsi e se lo faranno lo faranno malvolentieri, inoltre il telo è facilmente lavabile ad alta pressione e qualora non andassero via tutte le macchie, pazienza. Ha fatto il suo lavoro.

Munitevi quindi di un buon telo di copertura e godetevi l’estate in barca senza perdere troppo tempo in pulizie varie.

Marco Scanu, diplomato al nautico, conduttore imbarcazioni, si occupa di comunicazione soprattutto in campo nautico.



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