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Il Tender in Barca

La storia del tender è antica quanto la navigazione. Nessuna imbarcazione infatti può accostarsi  e spiaggiare sulla riva. Dai galeoni alle baleniere del passato, il tender, che aveva molteplici funzioni, da lancia a scialuppa, era di fatto una barca in legno, o più di una, adagiate e impilate in coperta, né più né meno di come si fa oggi. Il tender costituisce infatti non solo il nostro cordone ombelicale tra barca e terraferma ma anche un comodo mezzo per sbrigare le nostre commissioni all’interno del porto.

La marina vi ha assegnato un posto lontanissimo dal supermercato o dai servizi? Non volete farvi chilometri in bicicletta o a piedi visto che spesso le auto appresso non le avete? Il tender è la soluzione. In pochi minuti è operativo e lo potete lasciare in acqua in un posto dove non disturba accanto alla vostra barca.

In rada poi è indispensabile se non volete farvi sempre il bagno per arrivare a terra o fare un’escursione lungo la costa. Diciamo poi che arrivare sulla spiaggetta deserta in tre o quattro persone, oltre all’indubbia comodità, offre anche uno spunto emozionale se si immagina di essere il capitano Cook alla scoperta dei mari del Sud. Insomma se avete una barca (non un gommone, ovvio) e affrontate spesso crociere lunghe o corte, il tender è indispensabile.

Ma come orientarsi nel panorama del mercato che di fatto è molto ricco?

Come sempre oltre che dal portafoglio, occorre farsi guidare dalla tipologia di navigazione che si effettua, dal considerare se navighiamo soli o in gruppo e da altre variabili. Esistono in commercio 4 tipi di tender costruiti con materiali e scopi diversi che hanno caratteristiche e prestazioni differenti.

1- Tender con pagliolato a listelli.

È il più leggero, economico e poco performante, adatto ad un uso sporadico e senza carichi eccessivi, non adatto alle navigazioni anche solo ventose. Non ha stabilità di rotta e, non avendo fondo rigido, non riesce a planare e quindi a prendere velocità. Va bene per caricare e scaricare la spesa, l’acqua, per raggiungere la riva ma NON per fare escursioni intorno al nostro ormeggio. Il vantaggio è che è leggero, si sgonfia e si arrotola tipo materassino e si stiva in un gavone.

2- Tender con pagliolato gonfiabile.

Qui siamo ad un livello più alto (costa di più, pesa di più) ma sempre nella fascia dell’uso limitato. Il pagliolato pneumatico garantisce una discreta rigidità che permette una navigazione accettabile se non è sovraccaricato. Oggi con i materiali e le tecnologie moderne si riesce ad avere mezzi pneumatici con rigidità impensabili sino a qualche anno fa. Certo è che le ultime pompate (difficilmente avrete un compressore sottomano) sono da Hulk … ad ogni modo anche questo modello si sgonfia e si ripone in gavone o nel bagagliaio dell’auto e , a parità di dimensioni pesa meno del fratellino con pagliolato a listelli.

3- Tender con pagliolato in alluminio.

Qui arriviamo nella fascia media sia come qualità che come costi e peso. (non dimenticatevi che lo dovete mettere a mare e tirare su di peso …). Il pagliolato in alluminio è costituito da alcuni “listelli” in lega che si devono inserire (o sono già preinseriti) in appositi alloggiamenti nel fondo. Una volta approntati, il fondo diventa semirigido e garantisce un comfort di navigazione non paragonabile ai modelli precedenti. Oltre al fondo in alluminio, la rigidità viene garantita da una chiglia pneumatica che permette il passaggio sull’onda e la planata.
 
4- Tender semirigido.

In questa categoria rientrano tutti i tender con tubolari pneumatici e carena rigida o stampata in vetroresina o realizzata in alluminio (più cara ma più leggera). È superfluo dire che sono delle vere e proprie barchette, ben fatte, affidabili  con le quali poter tranquillamente affrontare un’escursione senza dover temere il peggio. Come potete immaginare però, sono decisamente pesanti e il trasporto o il varo richiedono almeno due persone (forzute).

Per quello che riguarda i materiali delle parti morbide, in commercio vengono proposti il PVC, il neoprene e l’Hypalon (gomma sintetica).

Il PVC è notissimo, economico e robusto (i teli dei camion sono di PVC), risente poco dello sporco (ma va lavato comunque con appositi prodotti) soffre però il caldo, quindi non lasciatelo per settimane sotto il sole se non volete buttarlo. L’Hypalon è più resistente al caldo e quindi se dovete andare a Sud, al caldo, è preferibile a qualsiasi altro materiale.

Un ultimo discorso per il motore. Il fatto che sia un tender deve farvi optare per un  motore piccolo, affidabilissimo (sempre serbatoio pieno), che parta al primo colpo (magari un elettrico di ultima generazione). Portate sempre con voi un ancorotto e una linea di ancoraggio, se vi molla il motore, con i remi o la pagaia, se c’è vento, potete fare ben poco.
 

Marco Scanu, diplomato al nautico, conduttore imbarcazioni, si occupa di comunicazione soprattutto in campo nautico.



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