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Il Tender a Bordo: Come Sceglierlo?

IL TENDER




 

Dall’inglese “To Tend” – custodire, avere cura, sorvegliare – e dalla sua origine ferroviaria (il tender è il vagone porta carbone subito dietro alla locomotiva) si è presto passati ad un uso etimologico nautico. Quindi potremmo descrivere questo indispensabile accessorio nautico come un “vagoncino di servizio" attaccato alla barca.

Il tender, infatti, è quella piccola imbarcazione che fa la spola tra la terraferma e la nostra barca. Di tender ce ne sono decine di tipi e di decine di fogge e bisogna riconoscere che per chi naviga davvero è l’unica soluzione praticabile per non rimanere isolati a bordo.

Su brevi tratti lo vediamo seguire la barca legato alla poppa, per non ingombrare la coperta visto che proprio questo è il suo limite più grande. La dimensione.

Infatti anche se piccolissimo, diciamo 2 metri e mezzo, qualora lo appoggiassimoo in coperta, su una barca a vela di 14 metri (in genere a prua o sulla tuga), rinunceremmo all’unico spazio disponibile per godersi la navigazione e prendere il sole. Inoltre, una volta legato, costituisce un ostacolo in più da saltare ed è ancora più ingombrante in fase di manovra quando si ha necessità di muoversi velocemente.

Tuttavia, è necessario e quindi a qualcosa dobbiamo rinunciare. Ma a cosa?

Nelle barche a motore di concezione moderna, lo stesso tender trova alloggiamento in un apposito gavone a poppa. In genere, (parliamo di barche dai 15 metri in su) lo specchio di poppa è libero e serve da supporto per la plancetta. Al suo interno, previa apertura idraulica, si può stivare il piccolo gommone con il suo fuoribordo nonché altre attrezzature.

Diversamente si dovrà ricorrere al sistema menzionato poc’anzi. Rizzarlo in coperta.

 


Quale tender scegliere per la nostra barca?

Il principio per cui nascevano le imbarcazioni pneumatiche andava ricercato nella loro facilità di stivaggio per la quale, finita la giornata al mare le si poteva sgonfiare, smontarne i paglioli, e riporle nella sacca.
Ormai l’idea è stata abbandonata e con essa la peculiarità più interessante del gommone. Rimane come ultimo vantaggio il peso limitato. A parità di dimensione infatti pesa la metà di una barchetta di vetroresina.

Questo è il primo elemento da esaminare. Quanto pesa? Lo devo rizzare in coperta da solo o avrò aiuto? Mi devo organizzare un paranco sotto il boma? Insomma, se abbiamo un tender da un quintale non abbiamo scampo.
Leggerezza vuol dire anche pochi cavalli. Oggi per fortuna esistono motori elettrici con adeguate autonomie e che rendono molto di più di un motore termico. I pezzi poi sono smontabili, fusto, batteria ecc … rendendo il tutto un gioco da ragazzi.

Carena in vtr o carena pneumatica? Pagliolato in alluminio o arrotolabile? Come evidenziato prima, faremo la scelta in base alle nostre abitudini di navigazione.

Tipologie di Tender

Vediamo quindi un breve elenco dei pro e contro delle varie tipologie di tender:

- Modelli a carena rigida: alte prestazioni in navigazione, peso sopra la media.
- Modelli a carena pneumatica:  (si gonfiano con una pompa come un SUP) leggeri con una buona rigidità,  da sgonfi si arrotolano e si infilano nella sacca. Hanno pochi difetti forse il più seccante è lo sforzo per le ultime pompate a mano per mettere in pressione il pagliolato.    
- Modelli a chiglia morbida steccata: Leggerissimi e facilmente arrotolabili, non hanno di contro una grande manovrabilità in caso di carico gravoso e vento o mare grosso.

Il materiale della parte pneumatica sarà anche quello determinante, poiché il tender si muoverà molto spesso in acque portuali coi relativi idrocarburi e morchie varie. Poi in genere i tender sono bianchi, se avete un materiale pneumatico poroso o poco refrattario allo sporco oppure un po’ cotto dal sole, passerete le domeniche a pulire aloni e macchie.

In generale i materiali di costruzione dei tubolari pneumatici sono di due tipi: quella con elastomero (mescole o semplicemente neoprene e hypalon o hipatex) o quella con plastomero (il PVC).

Il primo è formato da un triplo strato Hypalon o Hypatex esternamente, tessuto poliestere al centro e neoprene internamente. Facilissimo da pulire e resistente ai raggi UV, costa un po’ di più.

Il secondo non è altro che un tessuto di poliestere “spalmato” sui due lati da PVC ed è un materiale meno nobile, (tipo il telone dei camion) anche se compie generosamente il suo lavoro da decenni.

La scelta, come quasi sempre dipenderà dalle vostre tasche.

Che dimensione scegliere? Sempre più grande di quanto pensiate… non scherzo. L’esperienza vi sarà utile.

Un’ultima cosa, non lasciate il tender incustodito con i sacchi dell’immondizia a bordo. Troverete subito qualche simpatico vicino che vi metterà anche i suoi…


Marco Scanu, diplomato al nautico, conduttore imbarcazioni, si occupa di comunicazione soprattutto in campo nautico. 



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