
L’alaggio della barca è una delle operazioni più importanti per la corretta manutenzione di un’imbarcazione. Solitamente effettuato al termine della stagione nautica, permette di controllare lo stato dello scafo, pulire la carena, verificare le appendici e intervenire, quando necessario, con lavori di carenaggio e manutenzione. Trascurare l’alaggio e i controlli periodici può portare, nel tempo, a interventi più costosi e contribuire al deprezzamento dell’imbarcazione.
Ma come si svolge correttamente l’alaggio? Come deve essere posizionata la barca sull’invaso? E quali controlli è opportuno effettuare una volta che l’imbarcazione è a terra? Ecco le regole e le buone pratiche da seguire.
Prima dell’alaggio della barca, condizioni meteorologiche e disponibilità del cantiere permettendo, è consigliabile svuotare l’imbarcazione da tutto ciò che si intende sbarcare. Una volta posizionata sull’invaso, infatti, raggiungere alcune zone della barca può diventare più complicato. Per le imbarcazioni a vela, in particolare, potrebbe essere necessaria una scala piuttosto alta. Organizzare per tempo lo sbarco di attrezzature, materiali e oggetti presenti a bordo rende quindi più semplici e sicure le operazioni successive.
L’alaggio e la successiva posa della barca sull’invaso non sono operazioni da sottovalutare. Un taccaggio eseguito in modo approssimativo può provocare deformazioni dello scafo e, nei casi più gravi, compromettere la stabilità dell’imbarcazione. Situazioni meteorologiche particolarmente avverse possono inoltre aumentare il rischio di danni.
Per questo motivo, selle e invasi progettati per il tipo di imbarcazione sono generalmente da preferire a soluzioni improvvisate basate esclusivamente su tacchi e puntelli. È quindi buona norma affidarsi a un cantiere nautico qualificato, dotato delle attrezzature necessarie per effettuare l’alaggio, come un travel lift adeguato alle dimensioni e al peso dell’imbarcazione.
Un cantiere professionale può inoltre disporre di specifiche coperture assicurative per eventuali danni provocati durante le operazioni.
Una volta alata la barca, è necessario posizionarla in modo stabile e sicuro, tenendo conto anche dell’esposizione ai venti dominanti. Prima di iniziare qualsiasi intervento è inoltre opportuno concordare con il cantiere i tempi di permanenza a terra, il costo del noleggio dell’area e dell’invaso e le attività che è consentito svolgere autonomamente.
Questo aspetto può variare in funzione del porto, del marina e delle disposizioni applicabili. In particolare, per le attività professionali svolte all’interno delle aree demaniali marittime possono essere previsti specifici requisiti e autorizzazioni. Prima di procedere autonomamente con lavori di carenaggio, carteggiatura o verniciatura, è quindi consigliabile informarsi presso il cantiere e l’autorità competente.
All’estero, in alcuni Paesi, può essere più semplice pagare il cantiere per la sola operazione di alaggio e varo, oltre al noleggio dell’invaso e dello spazio necessario per eseguire personalmente alcuni lavori. In Italia la situazione può essere più articolata e dipende anche dalle regole adottate dalla singola struttura.
Dopo aver alato la barca, una delle prime operazioni consiste nella pulizia della carena. Una bella lavata con acqua dolce, eventualmente utilizzando acqua calda e un'idropulitrice ad alta pressione quando consentito e nelle modalità corrette, permette di rimuovere residui, organismi marini e incrostazioni.
Se la carena è stata mantenuta correttamente negli anni precedenti, le operazioni di pulizia e preparazione saranno generalmente più semplici.
È inoltre il momento ideale per effettuare un controllo accurato di tutte le appendici e degli organi immersi, tra cui:
timoni;
flap;
deriva;
assi portaelica;
piedi poppieri;
eliche;
braccioli;
prese a mare;
zinchi e altri anodi sacrificali.
Un controllo periodico permette di individuare tempestivamente eventuali anomalie, corrosione, incrostazioni o danneggiamenti.
Una volta pulita la carena, si può procedere alla preparazione della superficie per la nuova antivegetativa, seguendo le indicazioni del prodotto utilizzato e verificando la compatibilità con gli strati preesistenti. Se la vecchia antivegetativa è in buone condizioni, può essere sufficiente una preparazione superficiale adeguata. La situazione cambia completamente quando la carena presenta numerosi strati di vecchia antivegetativa, scalini, incrostazioni o zone in cui il rivestimento si è deteriorato. In questi casi può essere necessario rimuovere gli strati precedenti e preparare nuovamente la superficie.
La manutenzione della carena è un lavoro che produce polvere, residui e materiali di scarto. Durante le operazioni di carteggiatura, sia manuale sia meccanica, è quindi importante proteggere adeguatamente l’area di lavoro utilizzando teli e fogli di plastica opportunamente fissati allo scafo. Questo consente di limitare la dispersione dei residui, proteggere le sovrastrutture e soprattutto evitare di sporcare le imbarcazioni vicine. Anche la gestione dei residui della lavorazione deve essere effettuata correttamente, nel rispetto delle disposizioni ambientali e delle regole del cantiere.
Uno dei problemi che possono emergere durante l’alaggio della barca è la presenza di fenomeni di osmosi nella carena in vetroresina. Nel processo produttivo di un’imbarcazione in vetroresina, lo scafo viene realizzato attraverso la stratificazione di resina e materiali di rinforzo all’interno di uno stampo. Il gel coat costituisce lo strato superficiale della laminazione e svolge un’importante funzione protettiva.
Con il passare del tempo, tuttavia, l’umidità può penetrare nella struttura e, in presenza di determinate condizioni, possono svilupparsi fenomeni osmotici. L’osmosi non deve quindi essere considerata semplicemente come “acqua intrappolata nella vetroresina”, ma come un fenomeno più complesso legato all’interazione tra acqua, resina e componenti presenti nel laminato.
Durante il controllo della carena possono comparire bolle, rigonfiamenti o zone anomale che meritano un'accurata valutazione. In presenza di sospetta osmosi, è consigliabile rivolgersi a un professionista che possa effettuare una diagnosi corretta dello scafo e verificare il livello di umidità del laminato. L’intervento su una barca con problemi di osmosi può essere complesso e richiede competenza, tempo e materiali specifici. In funzione delle condizioni della carena, può essere necessario procedere con la rimozione degli strati deteriorati, attraverso tecniche e attrezzature adeguate. La preparazione della superficie deve essere particolarmente accurata. Le zone interessate devono essere aperte e pulite, eliminando i materiali degradati e favorendo successivamente l’asciugatura del laminato. Il tempo necessario per l’asciugatura può variare sensibilmente in base alle condizioni dello scafo e dell’ambiente. In alcuni casi possono essere necessari anche diversi mesi. È importante monitorare il livello di umidità prima di procedere con il ripristino. Una volta raggiunte condizioni adeguate, si può procedere con l’applicazione dei prodotti previsti dal ciclo di riparazione, come primer epossidici e specifici sistemi di protezione, seguendo sempre le indicazioni del produttore. Successivamente, dopo il ripristino della superficie, si può procedere con la preparazione per l’applicazione della nuova antivegetativa.
La scelta dell’antivegetativa per la barca dipende da diversi fattori: tipologia e velocità dell’imbarcazione, materiale dello scafo, frequenza di utilizzo, condizioni dell’acqua e periodo di permanenza in mare.
Esistono infatti prodotti destinati a differenti esigenze, tra cui:
antivegetative per barche a vela;
antivegetative per motoscafi e imbarcazioni veloci;
prodotti per imbarcazioni da lavoro;
antivegetative per uso crocieristico;
prodotti specifici per determinate tipologie di carena e condizioni d'impiego.
È quindi importante scegliere il prodotto in funzione delle caratteristiche della propria imbarcazione e seguire attentamente le indicazioni relative a preparazione, applicazione e compatibilità con i vecchi strati.
Dei diversi tipi di antivegetativa per barche parleremo più approfonditamente in un apposito articolo.
Le modalità di manutenzione cambiano anche in funzione del materiale con cui è costruita l’imbarcazione.
Le barche in vetroresina possono beneficiare della permanenza a terra per consentire alla carena di asciugarsi e per effettuare tutti i controlli e gli interventi necessari.
Le barche in legno a fasciame, invece, richiedono particolare attenzione. Non dovrebbero rimanere fuori dall’acqua per periodi superiori a quelli necessari per eseguire i lavori di manutenzione. Il legno è infatti un materiale igroscopico e, modificando il proprio contenuto di umidità, può subire variazioni dimensionali. Una permanenza prolungata a secco può quindi provocare il ritiro del legno e l’apertura dei comenti.
L’alaggio periodico della barca permette di effettuare controlli che non sarebbero possibili con l’imbarcazione in acqua.
Durante la permanenza a terra è possibile:
controllare lo stato della carena;
pulire e preparare lo scafo;
verificare timoni, deriva ed eliche;
controllare gli anodi sacrificali;
individuare eventuali segni di corrosione;
verificare la presenza di danni o anomalie;
rinnovare l’antivegetativa quando necessario;
individuare tempestivamente eventuali problemi della vetroresina.
Una corretta manutenzione ordinaria può contribuire a mantenere nel tempo le condizioni dell’imbarcazione e a ridurre il rischio di interventi straordinari particolarmente onerosi.
L’alaggio della barca è solo il primo passaggio di un'attività di manutenzione che può comprendere pulizia della carena, controlli delle appendici, carteggiatura, applicazione dell’antivegetativa e, nei casi più complessi, interventi di ripristino della vetroresina. Quando la carena presenta problemi importanti, come numerosi strati di vecchia antivegetativa, danneggiamenti, corrosione o sospetti fenomeni di osmosi, è preferibile rivolgersi a personale qualificato.
Un intervento eseguito correttamente richiede infatti esperienza, attrezzatura adeguata e materiali di qualità. La manutenzione della carena non è una semplice operazione estetica: è parte integrante della cura dell’imbarcazione e può contribuire a conservarne nel tempo efficienza, sicurezza e valore.
- Staff di MTONauticaStore.it, pluriennale esperienza nella vendita di articoli,accesori e attrezzature per la nautica.


