

Ripartire dopo un lungo periodo di inattività in barca significa spesso ritrovarsi immersi in una lunga lista di controlli e verifiche. In questo momento, però, è proprio la fretta a rappresentare il rischio maggiore: alcune dotazioni fondamentali vengono controllate superficialmente o, peggio, trascurate.
Il giubbotto di salvataggio, alla luce delle nuove normative introdotte nel 2024, non è più considerato un semplice requisito obbligatorio da avere in barca, ma un vero dispositivo di sicurezza operativo, che deve essere sempre efficiente, correttamente mantenuto e immediatamente pronto all’utilizzo reale in mare.
Le regole fondamentali non sono cambiate, ma è importante ricordarle per evitare errori:
Per navigazioni entro 6 miglia dalla costa è richiesto un giubbotto da almeno 100 Newton
Per navigazioni oltre le 6 miglia è obbligatorio almeno un 150 Newton
I modelli da 50 Newton sono considerati solo aiuti al galleggiamento e non valgono come dotazione obbligatoria
Ogni persona a bordo deve avere il proprio dispositivo conforme alla normativa ISO 12402 e dotato di marcatura CE.
Con il Decreto 133/2024, introdotto nel 2024 e reso operativo nel 2025, l’attenzione si è spostata dalla semplice presenza a bordo alla reale funzionalità e tracciabilità del giubbotto.
Il primo cambiamento concreto riguarda la documentazione. Ogni dispositivo deve essere accompagnato dalle cosiddette “raccomandazioni” del produttore: un documento che contiene istruzioni d’uso, modalità di manutenzione, indicazioni per la revisione, dati identificativi e durata del prodotto. Le raccomandazioni devono essere conservate a bordo ed esibite in caso di controlli.
Un altro punto centrale è la manutenzione obbligatoria dei giubbotti autogonfiabili, infatti, se prima la revisione era solo consigliata, oggi è richiesta per legge. Questo significa verificare periodicamente il corretto funzionamento della bomboletta di CO₂, del sistema di attivazione e dello stato generale del dispositivo. La revisione va effettuata, generalmente, ogni due anni, seguendo le indicazioni del produttore e un giubbotto non revisionato è da considerarsi non conforme.
Molto rilevante è anche l’introduzione della luce automatica, che diventa obbligatoria per ogni giubbotto adatto a navigazione oltre le 6 miglia dalla costa. Si tratta di un dispositivo che si attiva al contatto con l’acqua e rende immediatamente visibile la persona in mare, soprattutto di notte o in condizioni di scarsa visibilità.
La normativa ha inoltre chiarito un aspetto spesso sottovalutato: la durata del giubbotto. I modelli autogonfiabili hanno una vita utile indicativa di circa 10 anni, mentre quelli in schiuma possono arrivare fino a 15 anni. Oltre questi limiti, il dispositivo non è più considerato affidabile, anche se non è mai stato utilizzato.
Per le imbarcazioni immatricolate entra poi in gioco il tema dell’identificazione. I giubbotti devono poter essere ricondotti all’unità, aumentando la tracciabilità durante eventuali controlli. Non è un obbligo per i natanti, ma resta comunque una buona pratica.
Infine, cambia anche il concetto di utilizzo. In alcune situazioni, come la navigazione notturna in solitaria, il giubbotto deve essere indossato obbligatoriamente, questo segna un passaggio importante: da semplice dotazione a vero strumento di prevenzione attiva.
Alla luce delle ultime normnative, la preparazione della barca per la stagione non può prescindere da un’attenta verifica dei giubbotti di salvataggio. È fondamentale assicurarsi che siano adeguati al tipo di navigazione prevista, che riportino la marcatura CE e che si presentino in perfette condizioni di integrità. Allo stesso tempo, è importante recuperare e conservare la documentazione fornita dal produttore, controllare con precisione le scadenze e programmare per tempo eventuali revisioni, soprattutto nel caso dei modelli autogonfiabili.
Per chi naviga oltre le 6 miglia dalla costa, diventa inoltre indispensabile verificare la presenza della luce automatica. Si tratta di accorgimenti semplici, ma essenziali non solo per superare eventuali controlli, ma soprattutto per garantire una reale efficacia delle dotazioni e la sicurezza di tutto l’equipaggio in mare.
Oggi il giubbotto di salvataggio rappresenta un dispositivo molto più evoluto rispetto al passato e la sua scelta incide direttamente sul livello di sicurezza a bordo. I modelli autogonfiabili si sono affermati per leggerezza, compattezza e comfort, risultando ideali anche per utilizzi prolungati perché possono essere indossati senza ingombro e senza limitare i movimenti, mentre i giubbotti a galleggiamento permanente restano una soluzione solida, immediata e particolarmente indicata per contesti di navigazione più semplici o costiera. In entrambi i casi, però, il principio è chiaro: non basta avere il giubbotto a bordo, è indispensabile che sia efficiente, aggiornato e realmente pronto all’uso in ogni situazione.
La scelta del dispositivo giusto diventa quindi un passaggio fondamentale e oggi il mercato offre soluzioni di alta qualità con brand affidabili come Crewsaver, Eurovinil e Veleria San Giorgio, che integrano tecnologie sempre più avanzate derivate anche dal settore aeronautico, con sistemi di attivazione rapidi, materiali resistenti e design ergonomici pensati per ridurre ingombri e aumentare la sicurezza operativa.
In fase di acquisto è, quindi, sempre consigliabile valutare con attenzione l’utilizzo reale della barca e affidarsi a una consulenza specializzata, così da individuare il giubbotto più adatto alle proprie esigenze di navigazione e garantire un livello di protezione realmente efficace in ogni condizione.


