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Bambini a Bordo

BAMBINI IN BARCA




 

Care mamme e cari papà, siete appassionati di nautica e ora avete messo al mondo un paio di pargoli? Perché rinunciare alla vostra meravigliosa passione? Forse perché non sapete a chi lasciare i bambini? Portateli con voi.

Se temete che non siano abbastanza grandi, vi sbagliate. I bambini si abituano molto velocemente ai nuovi ambienti e ai mezzi di trasporto. E più sono piccoli, meno ne soffriranno. L’unica cosa che non gli deve mancare è il calore e l’affetto dei genitori che in genere sono molto più ansiosi di loro.
La vita in barca non è così pericolosa come sembra, volete confrontarla con i pericoli di un’auto? Di una città, un attraversamento pedonale e soprattutto delle famose quattro mura domestiche? Gli infortuni domestici sono al primo posto nelle statistiche dei danni alle persone e ai bambini. In realtà qualche accorgimento bisogna averlo, ma vi accorgerete che portare i bambini (anche piccolissimi) in barca è non solo fattibile, ma auspicabile per lo sviluppo e la crescita del pupo.
Non ultimo, il caso di Andrea Mura, noto velista di fama internazionale che, a bordo di Vento di Sardegna un open 50 di Felci, ha imbarcato insieme alla moglie, il piccolo Lucas Andrea a soli dieci giorni e l’ha portato attraverso il Mediterraneo sino al golfo di Biscaglia beccandosi anche un forza 7. A seguire poi il piccolo è stato un paio di mesi in barca   insieme alla famiglia ai Caraibi. Un piccolo vagabondo. È vero che non gattonava né ovvio camminava e questo semplificava molto la cosa, ma aveva pur sempre solo 10 giorni.

Quindi, ansie a parte, valutate bene alcune cose:

  • Che tipo di viaggio volete fare? Sarà un giro del mondo o una settimana in charter?
  • Che tipo di barca avrete a disposizione? Avete intenzione di acquistarla?
  • Quali parametri dovete analizzare?
 

Intanto se i vostri pargoli sono di pochi anni quindi autonomi in tutto, organizzate una cuccetta solo per loro, una specie di tana dove potranno sentirsi protetti e dormire sonni tranquilli. È molto importante accessoriare la cuccetta con i teli anticaduta che vi torneranno utili anche quando vorranno giocare in santa pace senza perdere i pezzi in giro per la barca o peggio in mare.
Munire di reti tutto il perimetro delle draglie e candelieri.
Sarebbe anche opportuno prevedere un pozzetto senza tavolo fisso così da lasciare più spazio ai bimbi sotto l’ombra. Ecco altro tema importante. Munirsi di cagnaro abbondante per ombreggiare il pozzetto che sarà il loro cortile di giochi a barca ormeggiata o alla fonda.
Inutile ricordare creme solari a protezione totale e idrorepellenti. In alternativa, maglietta sempre. Il berretto e gli occhiali sono d’obbligo (anche per i genitori).
Scegliere sempre una barca con spiaggetta di poppa di semplice uso meglio se strutturale.
Spiegate ai vostri figli le manovre che farete, issata vele, ormeggio, dove posizionarsi, cosa fare e non fare e se sono abbastanza grandi, fateli partecipare con un piccolo contributo.
Organizzare bene la vostra vacanza non solo in termini di sicurezza, (giubbotti anche per loro ovvio) ma anche in termini di compagnia. Infatti se le barche saranno 2 o più, con altri bambini, sarà molto meglio. Se proprio non conoscete nessuno, cercate o proponetevi su internet, gli stranieri sono abituati a portare i figli appresso.
Poi, l’organizzazione del viaggio dovrebbe prevedere un piano B per quanto concerne rotta e destinazione. Le variabili in mare sono tante, soprattutto a vela. Non siate troppo rigidi, in fondo non siete in vacanza?
Insomma, con qualche piccolo accorgimento vi accorgerete che portarsi i bambini appresso sarà un’esperienza formativa e utile, non solo per loro, ovvio, ma anche per voi.

Cosa non deve mancare:

  • Un canottino gonfiabile. Regno incontrastato del bimbo che si sentirà il comandante. La mamma o il papà potrà appoggiarsi e pinneggiare con calma. Fare il bagno in acqua alta non è sempre piacevole per un bimbo che magari ha un po’ di fifa,  e dopo qualche minuto anche i braccioli non basteranno più. Il canotto è il must;
  • Una sacca impermeabile per riporre le sue cose;
  • Una cambusa adatta a loro e una preparazione mattutina di tutti i pasti, merende, spuntini ecc...;
  • Una maschera o meglio un visore per fondali per insegnargli ad amare la fauna sottomarina;
  • I suoi giochi, secchiello e paletta, le formine ecc... insomma fategli ritrovare le sue cose.
 

Non abbiate paura delle cadute. A bordo cadono molto di più gli adulti e si fanno male. I bambini solo qualche livido. In mare non cadono perché hanno rispetto dell’elemento acqua. Ad ogni modo prima di accendere i motori dopo un bagno, soprattutto se la compagnia è numerosa, FATE L’APPELLO. Se non li vedete tutti non accendete i motori.
Evitate di somministrargli frutti di mare soprattutto crudi, ma anche ben cotti, non prima dei tre anni, ma se evitate è meglio.

Per il resto, il vostro istinto di genitori e il loro istinto di sopravvivenza faranno il resto.



 

Marco Scanu, diplomato al nautico, conduttore imbarcazioni, si occupa di comunicazione soprattutto in campo nautico.



  • Pubblicato il
  • 24/08/2019

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