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Alghe: Cosa sono e da Dove Vengono?

POSIDONIA, QUESTA SCONOSCIUTA




 

Così comune nei nostri fondali e così necessaria all’equilibrio dell’habitat marino e di conseguenza  così fragile, da preservarla con leggi ferree.
 
Quante volte ci è capitato di ancorare in aree protette? Quante volte abbiamo dato fondo sulla posidonia?
 
Io ammetto di averlo fatto, talvolta, spinto da necessità ma con grande senso di colpa. Sì perché  quando si arriva in baia e tutti i migliori posti sono occupati e  ci si accorge  che non ci sono fondi sabbiosi disponibili, allora ci siamo dovuti accontentare di dar fondo sui banchi di posidonia. Buon tenitore sicuramente, ma dar fondo e devastare la piantagione col nostro aratro e la nostra catena ha delle ripercussioni sull’ambiente marino da non sottovalutare. 
 
Immaginate la devastazione che possono causare una decina di grandi barche alla ruota. Nel momento che il vento gira, la nostra bella catenaria lunga 5/7 volte la profondità creerà dei cerchi di diametro variabile da pochi metri ad alcune decine, nei quali ogni rizoma, pianta o infiorescenza verrà strappata via. Ecco perché proteggerla.
 
Ma andiamo a scoprire più da vicino questa pianta, il suo ruolo nell’ecosistema e le diatribe per chi se la ritrova in spiaggia dopo una mareggiata. Perché la cultura del mare inizia sulla battigia e sull’arenile, ed è proprio tra i bagnanti, i bambini, che nascono i futuri marinai e appassionati di nautica. Almeno, con me è capitato così.
 


Alghe... che schifo!

Tra fantascienza e burocrazie da terzo mondo, affrontiamo lo spinosissimo problema... vi chiediamo solo un po’ di attenzione e tolleranza per eventuali inesattezze ma, come vi accorgerete, la soluzione è tutt’altro che chiara...

 

Bagnino! Perché non togliete queste alghe?

Già, quante volte abbiamo sentito o pronunciato questa frase mentre ci siamo sdraiati sulla sabbia o sul lettino. In effetti la presenza delle alghe non fa piacere  a nessuno, ma alle volte la pretesa umana di avere battigie che assomiglino a dei bordi piscina immacolati perfetti lisci e pettinati è un po’ esagerata. Il genere umano consumatore, anche del mare ormai, non è disposto a tollerare il minimo disagio … se disagio possiamo chiamare la presenza di sassolini portati dalla risacca notturna o peggio di  alghe spiaggiate. È vero a volte le stesse alghe prima di spiaggiarsi formano un pantano nei primi metri di acqua, ma sono casi rari e la loro presenza in tali circostanze dura il tempo della mareggiata che le ha generate.
Ma vediamo di capire qualcosa di queste abbondanti regalie del mare che creano problemi di gestioni di aree destinate alla balneazione.

 

Cosa sono e da dove vengono?

Intanto la Posidonia (così si chiama) non è un’ alga nel vero senso della parola. Infatti per alghe si intendono organismi, cellule indifferenziate che non compongono apparati veri e propri.
 
La posidonia invece è una signora pianta, sottomarina si intende, ma pur sempre una pianta completa di tutto, radici, fusto, foglie, fiori e frutti. Entrambi gli organismi, alghe  e piante marine producono ossigeno con la fotosintesi, cioè con un processo meraviglioso e intelligente che prendendo energia dal sole, la trasforma in ossigeno. Da questo si capiscono 2 cose:

 

  1. dove la luce non arriva (oltre i 60 metri di profondità) la fotosintesi non è possibile  e l’ambiente non consente la vita per questo tipo di organismi.
  2. la presenza di alghe spiaggiate e di praterie di erba sul fondo è sintomo di un mare molto ossigenato quindi sano.

 
È utile ricordare inoltre che la pianta forma dei complessi intrecci di radici e rizomi (fusti), fino a creare uno strato di diversi centimetri che protegge il fondale, trattenendo la sabbia; inoltre la massa fogliare forma una barriera che attenua gli effetti del moto ondoso, diminuendo l'erosione dei fondali e della costa.

E' inoltre importante perché offre nutrimento e rifugio a un gran numero di organismi: echinodermi,  per esempio ricci e stelle di mare; molluschi come le seppie, crostacei e pesci tra i quali pagelli, saraghi e orate; la prateria è anche un ottimo rifugio per i giovani pesci, gli avannotti.
Dunque una pianta di primaria importanza per l’ecosistema del Mediterraneo.
Bene questo è il loro ruolo in acqua.
 
Ma fuori dall’acqua che ci stanno a fare?
 
Se rimangono in battigia si decompongono al sole con un odore leggermente solforoso.
Non preoccupatevi: lo zolfo fa bene alla pelle e soprattutto non allarmatevi e non allarmate la ASL perchè tali esalazioni non sono dannose... anzi... sapete bene che la gente  paga profumatamente le cure termali a base di zolfo.
 
Un altro discorso è quello dell’immagine  e del disordine e degli insetti e animaletti vari che gli ammassi di posidonia creano sulle spiagge (su alcune si accaniscono maggiormente).

 

Le alghe non si toccano!

Le alghe sono un presidio naturale per la salvaguardia dell’arenile! Tuonano le amministrazioni, capitaneria, demanio, ambientalisti ecc.. Sì, ma i bagnanti scappano!! Insorge l’operatore turistico.
 
Questi gli schieramenti e le questioni sollevate.
 
Quindi si finisce con abusi dell’operatore  che nottetempo pulisce ruspando via  anche la sabbia e butta dove capita,  e presunti abusi delle  amministrazioni come spesso si legge nei giornali che denunciano e sanzionano in maniera impulsiva.
  
Ma facciamo un po’ di chiarezza.
Per semplificare, chiameremo alghe anche le posidonie. Allora che tipo di rifiuti sono le alghe?

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Marco Scanu, diplomato al nautico, conduttore imbarcazioni, si occupa di comunicazione soprattutto in campo nautico.



  • Pubblicato il
  • 01/06/2019

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